XI
Cosmographica et astronomica
Introduzione
Struttura del volume
In questo volume sono raccolti i testi cosmografici (sezione A) e parte dei testi astronomici composti da Maurolico (sezione B). Abbiamo qui raccolto la produzione più propriamente astronomica, relegando nel volume 5 (Sphaerica et elementa astronomiae gli scritti di carattere propedeutico. Nell'elenco che segue riportiamo, ove possibile, le date di compimento delle opere apposte da Maurolico in calce alle stesse.A. Cosmographica
- Sphaerae et cosmographiae primordia, breve trattato contenuto all'interno dei Grammaticorum rudimentorum libelli sex (ff. 124r-126v) pubblicati a Messina nel 1528.
- Cosmographia latina et vulgaris:
- Cosmographia in tres dialogos distincta, in latino, stampata a Venezia nel 1543[1];
- Dialoghi tre della cosmographia, opera inedita in volgare, tràdita dal manoscritto 52 della Biblioteca dell'Università di Catania;
- Appendix tabularia, tavole astronomiche “ex optimis authoribus collectae” aggiunte da Maurolico in appendice all'edizione del 1543 in modo da rendere l'opera competa e autosufficiente.
- Inventiones solaris diametri et terrestris ambitus: quattro brevi note, inedite e prive di data, tramandate dal codice autografo San Pantaleo 115/32 conservato presso la Biblioteca Nazionale di Roma.
B. Astronomica
- De sphaera et computo. Due lavori, privi di data di compimento, pubblicati entrambi postumi negli Opuscula mathematica stampati a Venezia nel 1575:
- De sphaera liber unus (pp. 1-25);
- Computus ecclesiasticus, (pp. 26-47).
- In sphaeram communem adnotationes. Conservato a ff. 7r-11r del manoscritto Par. Lat. 7471), è un testo datato 9 maggio 1567 e completato da una nota sui commentatori di Sacrobosco (f. 11v) del 10 maggio 1567 e da uno schema dettagliato delle fulsiones dei pianeti (f. 13r).
- Ptolemaicae traditiones
- In magnae Ptolemaicae constructionis libros argumenta (Par. Lat. 7471, ff. 2v-6v), datato 10 maggio 1567;
- Breviarium, sive epitome brevissima in Almagestum Ptolemaei (Par. Lat. 7471, ff. 25v-43v), seguito (f. 44r-v) da annotazioni relative alle Teoriche del Peurbach, al calcolo tabulare ed ai problemata astronomica, datato 16 giugno 1567;
- In theoricas planetarum adnotationes (Archivio della Pontificia Università Gregoriana di Roma, Fondo Curia 2052, ff. 19v-21r);
- Super motu octavae sphaerae (Fondo Curia, ff. 24v-25r).
- Tabellae astronomicae. Una raccolta autografa di scritti sul calcolo tabulare, datati tra il 1529 e il 1571, tràditi dal codice Par. Lat. 7472A.
- Observationes. Una raccolta di osservazioni astronomiche tràdite anch'esse dal Par. Lat. 7472A .
- Super nova stella considerationes, la famosa descrizione della nova del 1574, tràdita dal manoscritto I. E. 56 (ff. 2r-10r) della Biblioteca Nazionale di Napoli e edita per la prima volta da Doris Hellman nel 1960.
- Argumenta poematis zodiaci vitae tràdito dal manoscritto Par. Lat. 7471, cc. 23v-24v. Breve elencazione dell'interpretazione astrologica dei dodici segni dello zodiaco tratta dallo Zodiacus vitae di Marcello Palingenio Stellato.
Le ragioni di una scelta
La scelta di riunire in unico volume i testi cosmografici insieme a quelli redatti con l'obiettivo di rinnovare l'insegnamento dell'astronomia non dipende solo dalla contiguità e dalla sovrapposizione degli argomenti trattati. Trova altresì corrispondenza in una valutazione espressa da Maurolico stesso, che, nella lettera a Juan de Vega del 1554-56,[2] afferma di ritenere necessaria la pubblicazione di un suo opuscolo composto con l'intenzione di rendere disponibile per l'insegnamento un testo alternativo alla Sphaera di Sacrobosco. Infatti giudica incompleto il lavoro compiuto da Peurbach e da Regiomontano nel rinnovamento dei testi astronomici e a volte lacunosa a volte ridondante la Sphaera di Stoffler. [3] Questo nonostante che l'argomento fosse affrontato, sia pur con un diverso stile espositivo, anche nella sua Cosmographia:Nec me continui ab astronomicis, sphaeraeque mobilis opusculum a diffinitionibus et elementis exorsus, et quaecumque ad primi mobilis circulos spectant per propositiones executus, et in theorias annotamenta quaedam. Quamquam hodie sphaera Ioannis de Sacrobosco nullo non in gymnasio, quasi consummatissimum opus summae est authoritatis: Nec mirandum est, si rudis homo inter grammaticos aut dialecticos in astronomia peritus existimatur: nam luscus inter caecos oculatissimus est. Sed nulli omnia bene consyderanti obscurum est, nihil ab hoc authore non indocte et insulse dici. Nam dialogi de forma, numero situque elementorum et caelorum, quos appellare libuit Cosmographiam, et quos Petro Bembo dedicavi, fuere potius exercitium quoddam et repastinatio, quam ordinatum ac propositionibus distinctum opus: in eorum dialogorum primo discutiuntur astronomica elementa: in prima secundi parte circuli diffiniuntur: in reliqua vero arcus. In tertio dialogo secundarii motus tractantur, et observationum omnium rudimenta: ad magnam constructionem viam facilem sternentia.Da quanto brevemente esposto, riteniamo sia abbastanza chiaro lo stretto rapporto fra i lavori di cosmografia e l'ispirazione pedagogica di Maurolico, rapporto che ha attraversato tutto l'arco della sua attività scientifica. Nelle Introduzioni alla sezione Cosmografica e a quella Astronomica saranno passati in rassegna i principali contenuti delle opere che qui presentiamo, collocandoli nell'evoluzione dell'opera mauroliciana.